Biella lancia il progetto BIfuel: gli studenti diventano manager e imprenditori

Poco meno di cinquanta studenti di due istituti tecnici e una serie di aziende del distretto di Biella. Obiettivo: «Portare i ragazzi a vivere l’azienda, facendo conoscere i diversi cicli produttivi e i settori manifatturieri, per farli investire sul loro futuro» spiega Riccardo Stefani, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione industriale di Biella, che ha ideato l’iniziativa chiamata BIfuel, come i motori ibridi a doppia alimentazione. Solo che in questo caso i due “carburanti” sono la scuola e l’impresa.

Il ruolo degli studenti
I ragazzi – 45 in tutto, di quarta superiore – sceglieranno un tipo di prodotto (t-shirt,
accessorio per abbigliamento, impermeabile per animali, complemento d’arredo) che dovranno realizzare in tutte le fasi della lavorazione: ideazione, progettazione, produzione, marketing e vendita. In questo percorso il team di studenti sarà supportato passo a passo da un’azienda nelle vesti del “capo progetto”. Gli studenti potranno toccare con mano le diverse lavorazioni della manifattura tessile, ma anche scoprire altri processi legati ai diversi settori.

Le scuole e le aziende
Il progetto Bi Fuel lanciato dai Giovani imprenditori biellesi è stato “sposato” da due istituti tecnici: Quintino Sella ed Eugenio Bona. A partire da settembre, con il via del prossimo anno scolastico, saranno coinvolti 45 studenti delle classi quarte delle due scuole. Tra le aziende, al momento sono coinvolte, tra le altre, lo Scatolificio Biellese, il Finissaggio e Tintoria Ferraris, il Maglificio Maggia. E Ludovico Maggia, titolare dell’azienda omonina, chiarisce: «Il nostro obiettivo è accendere la passione nei ragazzi: non vogliamo che partecipino per il voto sul registro, ma per la soddisfazione di vedere realizzata una loro idea».

Modello nazionale
Bi Fuel per ora, come detto, è ancora un progetto in fase sperimentale, ma le premesse di riuscita ci sono. I Giovani imprenditori dell’Uib l’hanno presentato a Sistema moda Italia (l’associazione confindustriale che rappresenta la filiera del tessile-moda), che ha manifestato interesse: se l’esito sarà positivo l’iniziativa potrebbe essere “adottata”. Ma, secondo i giovani imprenditori, Bi Fuel si candida a travalicare i confini del tessile in senso stretto e potrebbe essere adottato a livello nazionale e replicato in altri distretti manifatturieri.

Le prospettive
«L’industria biellese – sottolinea Francesco Ferraris, titolare del Finissaggio e Tintoria Ferraris – ha attraversato un periodo di difficoltà. Quello del distretto è un grande passato ma è dal presente, da oggi, che dobbiamo ripartire per pensare il futuro: dobbiamo essere pronti e preparati a gestire il cambiamento di un mondo che sarà sempre più in continua e complessa trasformazione».